02. Casa

Diversamente abili



La Fondazione Casa paterna di Andrea Zanzotto, istituita con Legge della Regione Veneto del 15.4.2013, n.3, art.18, ha sede nell’abitazione in cui Zanzotto, poeta tra i più significativi del secondo Novecento italiano, ha trascorso la prima parte della sua vita. La Casa paterna può essere il punto di riferimento per un viaggio che intreccia luoghi, biografia e opere attraverso una narrazione fatta di immagini, suoni, letture ‘tra realtà e virtualità’. L’importanza della Casa paterna non sta solo nella sua presenza materiale e nelle potenzialità culturali che può esprimere, ma anche nell’aver ispirato direttamente versi e poesie del poeta. La Casa rivela anche un’altra presenza artistica, quella del padre Giovanni Zanzotto (1888-1960), di professione pittore e decoratore, appartenente ad una famiglia da lungo tempo radicata nel territorio solighese. Nella Casa sono numerose le sue opere, e le rappresentazioni di paesaggi, insieme al paesaggio reale, di certo hanno contribuito a ispirare l’opera di Andrea Zanzotto, che ha formato buona parte del suo immaginario poetico in questo luogo. Presenze e storie di luoghi ed artisti, di paesaggi e famiglia, di comunità e radici. Quelle radici da cui val la pena ricominciare. Collocata a Pieve di Soligo presso la storica via Cal Santa, la Casa è un tipico esempio di architettura veneta della metà dell’800, fatta costruire da Giovanni Zanzotto nei primi anni Venti. È dunque lo sfondo delle vicende infantili, dei legami affettivi e della formazione del piccolo Andrea, ma anche la casa in cui egli trascorse la giovinezza e parte della sua vita adulta. È ancora il luogo a cui ritornare del padre Giovanni che, a causa del suo lavoro di decoratore e dell’opposizione al regime fascista, fu costretto ad emigrare in Francia e a trascorrere lunghi periodi lontano da casa. La Casa rivive dopo un approfondito restauro conservativo e un progetto di nuova visione, grazie al sostegno di Regione del Veneto, dell’apporto nell’ambito del PNRR ‘Finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU’, Ministero della Cultura, e di Banca Prealpi SanBiagio. La Casa è stata inaugurata il 10 ottobre 2021, in occasione del Centenario della nascita di Andrea Zanzotto, presenti alcune tra le massime cariche istituzionali nazionali e regionali, dopo il restauro curato da Manlio Brusatin, con la collaborazione di Francesco Stella e Devis Titton. L’installazione immersiva creata da Studio Azzurro, con Leonardo Sangiorgi e Daniele De Palma, restituisce una Casa d’Artista innovativa e in divenire, che integra l’allestimento fisico con gli apporti tecnologici, unendo realtà e virtualità. Parallelamente l’attività digitale si è sviluppata anche attraverso la piattaforma andreazanzotto.it, area ricca di memorie e di un puntuale racconto di tutte le attività svolte, dalle visite guidate agli approfondimenti e dibattiti sui temi di interesse culturale, secondo format ben definiti. Un nuovo concetto di Casa d’Artista, dunque: qui, con un approccio filologico, passiamo da un luogo fisico statico a un palcoscenico ricco di memorie e oggetti, concreti e reali, che possono variare nel tempo, accompagnati da una parte tecnologica implementabile e modificabile all’infinito, che li mantiene vivi e ne restituisce le molteplici valenze. La Casa che parla consente di legare passato e futuro, realtà e mondi virtuali, e aggiornata nel tempo. L’uso delle tecnologie è comunque discreto, attraverso soluzioni scenografiche armoniche con l’ambiente, per cui l’interazione tra elettronica e utenti si avvale di dispositivi orientati verso i sensi umani come il tatto, il suono della voce, semplici gestualità, il movimento, il peso o il corpo stesso. Va anche sottolineato che la proiezione oltre la fisicità del luogo ha lo straordinario potere di ampliare spazi di piccole dimensioni, facendoli diventare illimitati, e provoca ulteriori domande, curiosità, suggestioni. La Casa in cui Zanzotto visse nella prima parte della sua vita, permette di restituire l’identità del poeta e mette in luce le sue relazioni, i rapporti con il paese natale, luogo della memoria dell’intera comunità e del territorio, utilizzando tutte le risorse che la tecnologia mette a disposizione. Il primo intervento di Studio Azzurro, frutto di un progetto e di documenti originali, ha riguardato il Porticato d’ingresso, con un particolare omaggio al dialetto, e il Giardino, che invece introduce all’immaginario di Zanzotto. Il secondo intervento porta un’assoluta innovazione sotto il profilo tecnologico-digitale: un’installazione multimediale interattiva al primo piano dell’abitazione, grazie alla disponibilità di materiali audiovisivi originali, provenienti da archivi selezionati, riconsegna al visitatore un vero e proprio caleidoscopio della vita e delle relazioni di Zanzotto. Anche dopo il restauro, la Casa ha conservato un’atmosfera di spazio vissuto, con mobili e oggetti familiari di epoche differenti, perciò l’intervento si mimetizza nell’ambiente, rispettando l’arredamento, e la tipologia dei materiali utilizzati. La gestualità dell’interazione con i dispositivi multimediali, volutamente semplice e naturale, è caratterizzata dalla presenza di tre cornici per quadri vuote, di forme e grandezze differenti, collocate a terra e appoggiate al muro perimetrale del salottino, in un’area sgombra da suppellettili. Il visitatore può scegliere una delle cornici e posizionarla a parete, su un apposito gancio, attivando così una proiezione a registro visibile esattamente all’interno della cornice, che restituisce appunto contenuti diversi scanditi per tipologia e datazione. La cornice ovale evoca temi che hanno un carattere intimo, personale, familiare, e dunque la memoria viva di chi ha abitato la Casa a partire dal poeta, con la presenza discreta degli altri famigliari come i genitori Carmela e Giovanni. La cornice quadrata riconsegna invece una selezione delle relazioni che hanno accompagnato Andrea Zanzotto letterato e intellettuale anche dopo aver lasciato la Casa, rinnovandosi continuamente. La cornice rettangolare ci proietta nel contesto sociale, nelle storie che hanno caratterizzato la comunità e i territori di prossimità nella prima parte del Novecento, fino agli inizi degli anni Sessanta, cogliendo le trasformazioni della vita delle persone e del paesaggio umano.

Altri contenuti

di Patrizia Cesca.

di Fondazione Casa paterna Zanzotto.

del Comitato Nazionale.

di Fabio Dal Pan.