Itinerario 5,

Valbelluna

Valbelluna 2: pedemontana da Feltre a Belluno.

Fabio Dal Pan.

Questo percorso, che richiama per asse e direzione il primo della sezione Prealpi, è in qualche modo da considerarsi il suo parallelo gemello, spostato nella valle del Piave. 

Attraversa infatti la Valbelluna da Feltre a Belluno lungo la pedemontana, facendo spaziare lo sguardo verso sud sulle Prealpi, il bastione che custodisce il centro del mondo zanzottiano.

Ed è proprio al Piave di Zanzotto che si può pensare:

“Fiume all’alba 
acqua infeconda tenebrosa e lieve
non rapirmi la vista
non le cose che temo
e per cui vivo
Acqua inconsistente acqua incompiuta
che odori di larva e trapassi
che odori di menta e già t’ignoro
acqua lucciola inquieta ai miei piedi
[…]”

(da “Fiume all’alba”, in Vocativo)

La partenza è prevista dalla stazione di Feltre, ma è consigliata la visita all’elegante città vecchia, in cui l’architettura veneziana e medievale si fondono.

Da qui si sale in direzione Foen e poi verso Villabruna e Cesiomaggiore. Qui per il cicloturista è d’obbligo una visita al Museo storico della bicicletta Toni Bevilacqua, una delle collezioni più complete d’Italia.

Da Cesio s’imbocca la strada vecchia che prosegue per San Gregorio nelle Alpi, sempre in quota, da cui si può godere un’ottima vista su tutta la valle e sul Passo San Boldo, trattato nel terzo itinerario dedicato alle Prealpi.

Si prosegue in direzione Sospirolo e da qui verso Mis, Torbe e Vedana, passando di fronte alla Certosa, magnifico complesso religioso tuttora abitato da una decina di religiosi.

Lungo una strada pochissimo trafficata e immersa nel verde si raggiunge Ponte Mas e da qui in leggera salita si arriva a Belluno, avendo di fronte il Monte Serva e, un po’ più remota, la Valle del torrente Ardo, che fa ricordare alcuni versi di Zanzotto, tratti da “Martire, primavera, II”, in Elegia e altri versi:

“Lassù non è più luce
forse né azzurro, d’angosciosi pollini
primavera pasce le creste vuote,
eco senza gloria è la neve
tra vischiose larve di bufere;
ma al tuo giaciglio fa guardia
la nera alluvione,
quanto è tra noi sorprendono,
ogni nesso e figura
gl’irosi torrenti”  
[…]”

Resta sullo sfondo l’imponente mole della Schiara con la sua celebre “gusela”, una delle prime maestose Dolomiti, tanto cara a Dino Buzzati, ma sul paesaggio montano si possono ricordare anche alcuni versi di Zanzotto tratti da “Montana, II”, raccolti in Dietro il paesaggio:

Da sé mi esclude il freddo paradiso
dei tuoi monti trovati dal sole
e quel sole non turba la sera
che a me darà la mia più giusta pace” 

Dopo una visita al centro storico di Belluno, l’itinerario si conclude alla stazione del capoluogo.

Una possibile variante prevede di continuare in bicicletta verso Ponte nelle Alpi e proseguire verso il Fadalto che, in una decina di chilometri per lo più in discesa, consente di raggiungere la stazione ferroviaria di Vittorio Veneto.

I percorsi sono il risultato di un approfondito e curato lavoro autoriale. Nel caso di condivisione siete pregati di citare la fonte “andreazanzotto.it”

Lunghezza41,5 km

Dislivello590 m +

Tempo2h45''

DifficoltàMedio

Mezzobicicletta (corsa, gravel o mtb)